Avventure sanitarie in paziente con disabilità intellettiva
L’ultima nostra avventura sanitaria in ordine di tempo.
Claudia purtroppo a causa dei medicinali, del bruxismo, della pulizia insufficiente date le difficoltà, carenza di calcio ecc, ha molte problematiche dentarie. LE CURE che devono essere fatte in anestesia totale , quindi con tempi ristretti per evitare complicazioni data la situazione sanitaria che è piuttosto critica. Questa volta dopo la sommaria visita, Claudia non apre la bocca e per tenergliela aperta in modo da potere vedere bene le carie bisogna fare purtroppo una forzatura non proprio semplice , con il rischio di farsi morsicare o farle male, comunque, era stata individuata una grossa carie e deciso l’estrazione di un dente e una bonifica totale. Essendomi però accorta successivamente alla visita che aveva anche due carie in due denti già piccoli di loro, vicino alla gengiva, che so che fanno male, ho chiesto il giorno dell’intervento di poter parlare con il dentista in modo di dirgli di estrarre anche questi, inutile secondo me curarli vista l’estensione della carie e per evitare di dover subire un’altra anestesia in tempi brevi . Mi hanno fatta entrare nello spazio preoperatorio, e anche qui ce ne sarebbe da dire , poi si chiedono come mai i pazienti si prendono infezioni nella “sterilità “ della sala operatoria.
Comunque arrivato il dottore con tanto di mascherina , gli dico sono la mamma di …….. , Sindrome di Rett , si ricorda? Dagli occhi ho capito che non si ricordava , taglio corto e gli dico che ho individuato le nuove carie , che so che avrebbe fatto una bonifica , ma preferirei che fossero estratti anche questi due denti, tanto sono ormai rassegnata che rimarrà senza denti piuttosto presto, < Ha fatto bene a dirmelo signora , va bene> . Chiedo se posso entrare i fase di risveglio e mi viene detto se servirà la chiameremo , aspetti pure fuori.
Morale della favola dopo 1 ora Claudia aveva già finito, pulizia denti, quei pochi rimasti, estrazione di 3 , otturazione di altre piccole carie , ma con l’amalgama d’argento, che non credo si usi più da molte parti.
Comunque andiamo su in camera, Claudia reagiva bene , la flebo scorreva bene, poi finalmente si sveglia, passa il dottore , mi dice che ha già preparato il foglio di dimissioni con le indicazioni e che verso le 18 possiamo andare a casa.
Poi viene un’infermiera e mi porta un questionario da compilare , se voglio, un questionario sull’informazione avuta, ok, se può servire a offrire un servizio migliore perché no, leggo i dati tutti esatti, meno che la diagnosi OSTEITE ANNI 14 , ma capperi la dottoressa ha scritto in cartella al momento della visita Sindrome di Rett , vabbè, si saranno sbagliati penso , compilo il questionario .
Verso le 17,30 vesto Claudia, vado a consegnare il questionario e chiedo il foglio di dimissioni , l’infermiera mi dice aspetti che le preparo l’antibiotico prescritto , il CIPROXIN, come il Ciproxin , Claudia non deve farlo, è controindicato in paziento con l’epilessia, e se l’hanno fatto mi dispiace ma dovranno renderne conto , il dottore lo sa rispondo io, l’ha pure scritto in cartella, l’infermiera legge la cartella dell’intervento e mi dice no, non l’hanno fatto , ma sa per l’endocardite………., ma capperi Claudia non ha pericolo endocardite che capperi dice?
Vabbè dico, mi dia il foglio, antibiotici a casa ne ho, mi consegna il foglio di dimissioni e Cosa c’è scritto? Osteite a 14 anni.
Ma capperi , non leggono le cartelle quando scrivono?, quando le curava i denti sapeva della sua difficoltà respiratoria? Del suo W.P.W, della desaturazione possibile?
INSOMMA A CHI AFFIDIAMO I NOSTRI FIGLI IN SANITA’? E SE PARLIAMO CI PRENDONO SEMPRE PER GENITORI ANSIOSI , non c’è mai fine al peggio!
(di Marina Cometto)
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