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Barriere architettoniche: un ostacolo alla vita, un ostacolo alla civiltà

26 Agosto 2012 , Scritto da Una città per tutti

Barriere architettoniche: un ostacolo alla vita, un ostacolo alla civiltà
Barriere architettoniche: " Un mondo invisibile ancora a tanti "

Di chi è il mondo? A sentirla, può parere una domanda perfino sciocca, e se non altro, quantomeno molto provocatoria: ci viene insegnato, e tutti siamo convinti, che il mondo sia di tutti, e che questo sia uno dei punti forti della nostra civiltà. Quindi abbiamo ben saldo il concetto di come le strade, gli edifici pubblici, le strutture che erogano servizi utili e necessari siano, appunto, di tutti quanti, proprio perché tutti ne devono poter usufruire con semplicità; e riteniamo – a ragione – che la misura in cui rendiamo tali realtà partecipate da tutti sia un buon indicatore del nostro livello di civiltà. Tuttavia, se ci guardiamo intorno aprendo gli occhi con piena sincerità, e anche con un poco di spassionata obiettività , e ci ripetiamo la stessa domanda, ossia “Di chi è il mondo?”, può essere che la risposta ci lasci meno sereni e soddisfatti di quanto vorremmo. Il mondo è, se ben guardiamo, di chi ha una buona vista, di chi è giovane, di chi non presenta, soprattutto, alcun tipo di disabilità motoria; per tutti gli altri, per chi fatica a camminare, per chi è reso debole dall'età, per chi ha problemi di vista o d'udito, il cammino verso quelle realtà che chiamavamo poco fa “di tutti” è irto di barriere, prima di tutto architettoniche. Ed è dell'abbattimento barriere architettoniche che vogliamo parlare in queste poche righe: proprio perché, come abbiamo detto, prima che di una questione di urbanistica o di architettura, qui stiamo parlando di una questione di vero e proprio livello di civiltà. Ma che cos'è una barriera architettonica? È già qui che nasce il problema, perché sebbene esista una definizione chiara, è meno facile di quanto possa sembrare riconoscere sempre i casi in cui vada applicata – specie se si è abituati a guardare il mondo con gli occhi – e a camminarvi sulle gambe – di chi non ha problemi di disabilità. Quindi, possiamo dire che è barriera architettonica “qualsiasi elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi”: ma l'importante è saperle riconoscere, per abbatterle dove si trovano e non costruirne di nuove. È barriera architettonica la porta d'ingresso troppo stretta, quell'elegante doppio scalino di fronte alla porta d'ingresso, o la rampa d'accesso con eccessiva pendenza; ma anche un bancone troppo alto, un sentiero in ghiaia malsicuro, un semaforo senza segnalatore acustico. Tutto questo perché a trasformare un elemento costruttivo in una barriera architettonica non è la natura dell'elemento, ma il possibile handicap di chi si trova a fronteggiarlo. L'elegante doppio scalino non è un problema – finché non deve superarlo una sedia a rotelle; e il sentiero in ghiaia, che al passante medio può semplicemente risultare scomodo, può diventare seriamente pericoloso per un anziano con difficoltà motorie. Abbattere tali barriere richiede quindi innanzitutto un serio sforzo per riconoscerle, con un occhio capace di immedesimarsi nei multiformi problemi della disabilità; e successivamente, uno sforzo progettuale ed economico per modificare, o per integrare con strumenti di supporto qualora la modifica diretta non sia possibile, le strutture che non presentano un giusto grado di accessibilità. È una battaglia per la civiltà.

Cari lettori di questo BLOG, nasce quindi, "Una città per tutti" per dare voce alle persone fragili e per sensibilizzare tutti coloro i quali, con la loro indifferenza, continuano ad “emarginare” chi è affetto da una disabilità. Se vuoi unirti anche tu alla lotta per “l’abbattimento delle barriere architettoniche”, iscriviti alla pagina e dai anche tu un contributo a questa grande iniziativa!

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"Abbattere le barriere architettoniche!"... spesso resta solo uno slogan: per noi sarà un IMPEGNO CONCRETO!

"Abbattere le barriere architettoniche!"... spesso resta solo uno slogan: per noi sarà un IMPEGNO CONCRETO!

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F
nn mi piace blaaa nn e importante
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A
Io proporrei che i controlli del territorio nel centro urbano debbono essere effettuati da operatori di Polizia a bordo di carrozzelle simili a quelle dei disabili. <br /> Sono più volte che propongo la stessa richiesta a mezzo stampa, ma più di qualche Comune lo sta mettendo in atto. <br /> Speriamo che ciò avvenga in tutti i centri urbani.
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